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Gli otto immortali

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 11 giugno 2026
Aggiornata il 15 giugno 2026

Gli otto immortali - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

八仙 bāxiān, gli otto immortali. La traduzione in lingua italiana del loro nome, come capita spesso, limita la comprensione del concetto espresso dal loro appellativo in lingua cinese.

Con questo articolo inzia un ciclo dedicato agli otto immortali in cui presenteò il profilo di ognuno degli otto, per scopire e comprendere uno dei simboli della cultura cinese cinese tradizionale e contemporanea.

Sarebbe più appropriato identificare gli otto immortali con la trasliterazione in 拼音 pīnyīn del loro nome in lingua cinese.

Il carattere xiān rappresenta perfettamente l’essenza del loro "culto", della loro impersonificazione dei principi daoisti fra cui il contatto primordiale dell’uomo in connessione con il mondo naturale. Il radicale rén rappresenta, infatti, il concetto di uomo, mentre la componente fonetica rappresenta il concetto di montagna shān (luogo che nella cultura tradizionale cinese simboleggia la natura più selvaggia, l’allontanamento dalla "città", dalla civilizzazione per poter così ritrovare la propria essenza, la propria natura).

Gli otto immortali appaiono spesso raffigurati con una individualità definita. Sono riconoscibili da qualche carattere distintivo con il fine di identificarli facilmente.

Il numero di "immortali" nella cultura tradizionale cinese è davvero ragguardevole, fra tutte queste figure gli otto immortali sono, difatto, una sorta di selezione rappresentativa.

Gli otto immortali, secondo la versione generalmente accettata, sono i seguenti:

呂洞賓 lǚ dòngbīn

È un maestro e un poeta considerato il capo degli otto immortali. È spesso rappresentato con una spada. Una spada magica che allontana gli spiriti maligni e rappresenta la saggezza e la giustizia.

何仙姑 hé xiānɡū

È l’unica donna del gruppo. Il suo potere è quello di curare. Spesso è ritratta con un fiore di loto, simbolo di purezza e illuminazione spirituale. Talvolta è accompagnata da altri simboli legati alla salute.

鍾離權 zhōnglí quán

Sa resuscitare i morti e trasformare pietre in argento o oro. È spesso raffigurato mentre tiene nelle mani una pesca e un ventaglio.

藍采和 lán cǎihé

A volte è raffigurato come una donna. È il aanto patrono dei fiorai e dei giardinieri. Riconoscibile per un cestino di fiori che porta sempre con sé.

李鐵拐 lǐ tiěguǎi

Eccentrico portatore di medicine per alleviare la sofferenza dei malati. È riconoscibile per una stampella (bastone) di ferro e un 葫蘆 húlu (calabash o zucca a fiasco). Il Hulu è un contenitore per medicina che estrae fluidi spirituali o rimedi per guarire gli infermi e simboleggia la connessione tra il mondo fisico e il mondo spirituale. È un'icona di guarigione e di resilienza.

韓湘子 hán xiāngzǐ

Santo patrono dei musicisti. È generalmente rappresentato con un flauto che porta armonia fra le persone che ne sentono la melodia.

張果老 zhāng guǒlǎo

Alchimista e produttore di vino, è il più eccentrico degli otto. È ritratto con un 魚鼓 yúgǔ (strumento musicale cinese di percussione) composto da un cilindro, spesso fatto di bambù, su una estremità del quale è teso un pezzo di pelle conciata di pesce o serpente.

Questo strumento è anche conosciuto come 道筒 dàotǒng o come 竹琴 zhú qín. Zhang Guolao era esperto nel regolare il respiro (息氣 xīqì).

曹國舅 cáo guójiǔ

È generalmente associato all'imperatore 仁宗 rénzōng, che regnò dal 1022 al 1063 d.C. Fu il quarto sovrano della dinastia sòng. Il termine 國舅 guójiù significa letteralmente "zio materno imperiale" o "cognato dell'imperatore", un titolo riservato ai fratelli dell'imperatrice.

La tradizione, infatti, lo considera il fratello minore dell'imperatrice 曹朞 cáo yǐn, la consorte ufficiale dell'imperatore Renzong. Per questo motivo a corte godeva di uno status nobiliare elevato e di grande prestigio. Condizione che abbandonò per ritirarsi sulle montagne a studiare il daoismo.

Spesso è rappresentato con vesti di corte con delle tavolette di giada tra le mani o altri "strumenti" cerimoniali di corte. Segni di nobiltà e autorità celeste.

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Gli otto immortali

Un gruppo davvero unico

Perché loro e non altri immortali? Quando questo gruppo si è stabilizzato e definito?

Al momento la risposta a entrambe le domande è piuttosto nebulosa. La tradizione indica che il gruppo si sia definito non prima della dinastia yuán (1271 – 1368 d.C.). Come indicato, Cao Guojiu, si dice sia vissuto durante il periodo della dinastia Song (960 – 1279 d.C.), antecedente alla dinastia Yuan.

Durante la dinastia táng (618 – 907 d.C.) è "attestato" un gruppo di otto immortali chiamato 飲中八仙 yǐnzhōng bāxiān (Otto immortali della coppa di vino).

Il riferimento a questo gruppo è contenuto nel titolo di una famosa poesia del poeta 杜甫 dù fǔ, che celebra otto poeti e figure storiche note per il loro amore per il vino.

La tradizione vuole che gli otto immortali vivano sul monte 蓬萊山 pénglái shān nel 渤海 bóhǎi (mare Bo). Si tratta di un mare interno situato nella regione nord-orientale della Cina, collegato al Mar Cinese Orientale tramite passaggi stretti e canali naturali.

La montagna Penglai è leggendaria. Spesso è descritta come Isola di Penglai situata nel mare di Bo. La tradizione vuole che sia la residenza degli immortali e di figure divine daoiste. Luogo paradisiaco associato all’elisir di lunga vita.

La maggior parte degli otto immortali si basano su figure "storiche" vissute durante la dinastia Tang e la dinastia Song. Ognuno di loro, infatti, prima di divenire immortale ha vissuto una vita sorprendentemente. Generali, studiosi, politici, eremiti, artisti e saggi.

Di alcuni membri del gruppo abbiamo delle rappresentazioni su dipinti risalenti alla dinastia Tang, testimonianza che la loro genesi è probabilmente antecedente alla dinastia Song.

È durante questa dinastia che gli otto immotali furono associati in un gruppo. Le storie orali tramandate per generazioni divennero libri, ispirarono opere d’arte.

Oggi è però raro trovare rappresentazioni del gruppo che possano essere attribuite al di là di ogni dubbio a un periodo anteriore alla dinastia míng.

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Gli otto immortali

Proprio durante la dinastia Ming 吳元泰 wú yuántaì scrisse 《東遊記》 dōng yóujì Viaggio verso l’Est. Opera che di fatto impone una forte caraterizzazione agli otto immortali, così da poterli distinguere.

Dello stesso periodo è l’opera 《八仙過海》 bāxiān guò hǎi di un’autore anonimo. L’opera parla degli immortali che si mettono in viaggio per andare a visitare 西王母 xīwángmǔ, figura centrale della mitologia cinese, conosciuta come Regina Madre dell’Ovest. È venerata come dea della fecondità, dei frutti dell’immortalità e del destino, oltre che custode delle pesche dell’immortalità e delle forze cosmiche. Gli immortali si mettono in viaggio per partecipare alla cosidetta "Riunione della pesca celeste" (蟠桃會 pán taó huì) in occasione della maturazione delle pesche.

Per compiere il loro viaggio devono lasciare l’isola di Penglai e attraversare il mare Bo. Invece di attraversare il mare volando sulle loro nuvole yún, il mezzo di trasporto degli immortali.

Lu Dongbin (il capo del gruppo) suggerisce che tutti insieme dovessero usare i loro poteri magici per attraversare il mare.

Esistono varie versioni della storia, ma la costante è che gli immortali mostrarono ciascuno il proprio valore individuale con i loro "talismani" e caratteri distintivi.

Da questo episodio nasce il proverbio cinese: 八仙過海,各顯神通 bāxiān guòhǎi, gèxiǎn shén tōng, che indica una situazione in cui tutti dovrebbero esibire i loro "poteri", le loro abilità, per raggiungere un obiettivo comune.

Gli otto immortali conoscono e comprendono i segreti della "natura". Rappresentano i concetti di maschio, femmina, vecchio, giovane, ricco, nobile, povero e umile. Il potere di ciascun o degli otto è associato a un oggetto, a una sorta di talismano con un preciso significato. Questi oggetti sono conosciuti come 暗八仙 ànbāxiān.

Gli otto immortali, per quando appartengano alla cultura daoista, sono presenti in tutta la tradizione cinese. Sono alla base di opere letterarie, racconti popolari e soggetti ricorrenti nell’arte tradizionale. Gli oggetti associati a questi sono stati raffigurati su una vasta gamma di porcellane, bronzi, avorio e oggetti ricamati.

Gli otto immortali sono stati e probabilmente sono tutt’ora e continueranno a essere in futuro uno dei temi più utilizzati e riconoscibili nelle opere d’arte tradizionali cinesi.

L’influenza di queste figure leggendarie può essere paragonata agli eroi greci nella cultura occidentale, individui mitologici che hanno raggiunto importanza sia secolare che religiosa attraverso le loro imprese e avventure sovrumane.

A differenza degli eroi greci, tuttavia, la raffigurazione degli otto immortali nell’arte cinese è continuata fino ai giorni nostri e la loro rilevanza culturale moderna dimostra il potere delle loro storie e l’importanza che hanno avuto per secoli in Cina.

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Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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