Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
 

Potenza navale di ieri e di oggi

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 11 giugno 2026
Aggiornata il 15 giugno 2026

Giunca Keying - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

鄭和 zhèng hé In una giornata di primavera del 1848,la giunca cinese "Keying" entrò nel porto di Londra. È passata alla storia per essere stata la prima giunca a solcare l'oceano Atlantico.

Attraccò agli East India Docks avvolta da un alone di novità e curiosità. Era salpata da Hong Kong alla volta di New York passando per Londra.

Per molti osservatori,fra cui lo stesso Charles Dickens, questa nave non era semplicemente un mezzo di trasporto o un mercantile di lunga percorrenza, ma una "figura ibrida" che sfidava le categorie di pensiero occidentali dell'epoca.

Dickens, con la sua firma ironica e il suo tono "imperialista", la descrisse come un "negozio di giocattoli galleggiante". Un'immagine che sminuiva notevolmente la complessità delle competenze raggunte dalla Cina nell’arte della navigazione.

La mentalità occidentale, per secoli, è rimasta ancorata alla convinzione che la Cina disprezzasse il commercio marittimo e più in generale non abbia investito energie e risorse nello sviluppo delle competenze per la navigazione.

Se da un lato non è possibile, almeno per le nostre attuali conoscenze, parlare di una "Via della seta marina" è altrettanto vero che recenti scoperte di relitti nelle profondità dei mari cinesi stanno facendo riemergere dalle nebbie della storia una viva attività commerciale via mare tra la Cina e l'Occidente.

Sotto la dinastia hàn (206 a.C. - l220 d.C.) le coste meridionali del regno furono protagoniste di un’intensa attività commerciale, che raggiunse l'apice durante la dinastia sòng (960 – 1279 d.C.).

Museo del mare del sud

Nel 2018 è stato fondato il 中国 (海南) 南海博物館 zhōngguó (hǎinán) nánhǎi bówùguǎn - Museo del mare del sud di Hainan Cina -, che mette in evidenza la ricca storia navale della Cina attraverso i resti di navi recuperate sul fondo del mare cha coprono un periodo storico che va dal X al XIX secolo.

Fra questi resti sono presenti quelli di due navi scoperte nel 2022 a circa 93 miglia a sud-est della città di 三亞 sānyà, sull'isola di 海南 hǎinán, a una profondità di circa 4920 piedi giacciono sul fondo del mare due relitti.

A causa dell'elevata profondità è stato impiegato un batiscapo, il Deep Sea Warrior (深海勇士 shēnhǎi yǒngshì), un sottomarino da 20 tonnellate e lungo 30 piedi, che è stato costruito per rimanere fino a dieci ore sott’acqua con un equipaggio di massimo tre persone.

Il primo dei due vascelli affondò durante il regno dell'imperatore 明孝宗 míng xiàozōng (1487 - 1505) mentre il secondo vascello affondò durante il regno dell’imperatore 正德 zhèngdé (1505 - 1521).

Il prezioso carico di questo vascello (decine di migliaia di porcellane e di oggetti in metallo ) dimostra una struttura di mercato multistrato, cioè, indica che era impiegata una sofisticata strategia di commercio finalizzata a soddisfare le esigenze di una vasta gamma di classi sociali.

Il relitto del primo vascello trasportava, invece, principalmente tronchi di legno. Circa dieci tonnellate di tronchi di ebano. L'ebano è originario dell'Asia tropicale e dell'Africa ed era apprezzato per il suo colore nero lucido e la superficie liscia. L'amore della Cina per i mobili in ebano esplose durante il regno dell’imperatore 嘉靖 jiājìng (1521-1567).

Oltre ai tronchi sono state trovate corna di cervo e conchiglie di turbo marmoratus. I cervi erano simboli di longevità e prosperità e le loro corna erano usate per produrre utensili. I gusci di turbo marmoratus, molto diffuso nel sud est pacifico, erano apprezzati per il loro colore perlaceo lucido e utilizzato negli intarsi dei mobili.

Questi relitti colmano una lacuna nella conoscenza delle rotte commerciali cinesi. La presenza di due navi, una in partenza e una in arrivo in prossimità ravvicinata, infatti, dimostra che seguivano una rotta marittima antica matura e trafficata. La loro importanza è anche legata a ciò che in lingua cinese è conosciuto con il termine 海禁 hǎijìn che identifica una serie di politiche che limitavano il commercio marittimo privato durante gran parte della dinastia míng e della prima dinastia qīng. Testimoniano, nonostante una rigida regolamentazione, che ben prima del 1567 (anno in cui queste politiche furono terminate) il commercio con l’estero era vivo.

Nel 1371 il fondatore della dinastia Ming 朱元璋 zhū yuánzhāng limitò il commercio estero ponendo il commercio internazionale sotto il monopolio dello Stato.

Queste misure furono inizialmente ideate per far fronte agli atti di pirateria giapponesi. Ma il divieto fu completamente controproducente: nel XVI secolo la pirateria e il contrabbando divennero endemici e praticati maggiormente dalla popolazione cinese, che si era vista privare proprio da tali politiche i mezzi di sostentamento.

Ammiraglio Zheng He - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Ammiraglio Zheng He

L'ammiraglio 鄭和 zhèng hé

Il commercio estero cinese fu ridotto alle sole missioni tributarie imperiali e si arrivò allo smantellamento della flotta navale più grande che sia mai stata costruita, quella posta al comando del famoso ammiraglio 鄭和 zhèng hé, la cui nave (chiamata 寶船 bǎochuán) misurava più di 130 metri di lunghezza.

許孚遠 xǔ fúyuǎn (1600 - 1665) governatore della provincia di 福建 fújiàn affermò: "quando il mercato (commercio estero) è aperto, i pirati diventano mercanti e quando il mercato è chiuso, i mercanti diventano pirati.".

La pirateria fu quasi del tutto debellata con la fine di queste politiche nel 1567.

Fu durante la dinastia Song che si verificò il più grande salto nella storia marittima della Cina. La crisi economica dipesa dalle ingenti spese militari spinse la dinastia a cercare nuove fonti di ricchezza attraverso il mare.

Se sotto l’imperatore 宋哲宗 sòng zhézōng, tra il 1085 e il 1100, venivano costruite annualmente 600 navi. Nel 1259, la città di 寧波 níngbō ospitava da sola quasi 8000 imbarcazioni.

Le navi Song navigavano con una tecnologia rivoluzionaria: la bussola ad ago (rivolta verso il sud ). In oltre, verso la fine dell’XI secolo le navi cinesi venivano dotate di compartimenti stagni.

Il museo ospita anche il relitto della nave 華光礁一號 huáguāng jiāo yī hào, scoperta nel 1996. Questa nave iniziò il suo ultimo viaggio probabilmente dal porto della città di 泉州 quánzhōu, che ospitava circa 200000 abitanti ed era considerata da molti mercanti dell’epoca come il miglior porto del mondo.

Il suo scafo era piatto sulla parte superiore e "affilato come una lama" sui lati. Costruita con l’80 percento di legno di pino era rinforzata con cinque o sei strati di tavole, necessari per resistere all'oceano. Le assi erano fissate con chiodi di ferro e sigillate con resina di pino. Dieci compartimenti stagni aumentavano la resistenza dell’imbarcazione all’affondamento, sebbene in questo caso senza successo.

Il carico della nave fa emergere un modello di produzione di massa, standardizzata, indicando che il mercato dell’epoca era dominato dal consumo di massa piuttosto che dalla richiesta di beni di lusso.

Domingo de Navarrete, un missionario domenicano spagnolo, nel suo Tratados Historicos, Politicos, Ethicos y Religiosos de la Monarchia de China del 1669 afferma che: "Ci sono coloro che affermano che in Cina ci sono più navi che nel resto del mondo conosciuto. Questo sembrerà incredibile a molti europei, ma io, che non ho visto neppure l’ottava parte delle navi in Cina, e ho viaggiato per una gran parte del mondo, lo considero quanto mai certo.".

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Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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