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Giornata mondiale degli oceani

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 8 giugno 2024
8 giugno 2026

Faro sull'oceano - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

L’8 dicembre 2008, presso le Nazioni Unite, fu presa la decisione di istituire la giornata mondiale degli oceani. Si scelse di celebrarla l’8 giugno di ogni anno per commemorare l’anniversario della Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo, tenutasi l’8 giugno del 1992 a Rio de Janeiro. Una conferenza considerata una pietra miliare nella storia della diplomazia ambientale. Ha inoltre stabilito che la tutela dell’ambiente non è un lusso o un problema secondario, ma un requisito fondamentale e imprescindibile per lo sviluppo sociale ed economico di qualsiasi nazione.

La giornata mondiale degli oceani è volta a sensibilizzare sull’importanza di tutelare e preservare il "patrimonio" che i mari e gli oceani costituiscono per l’umanità. Questa ricorrenza rappresenta un importante momento di riflessione sul valore che le grandi distese d'acqua hanno per le nostre vite, sull’impatto che generano su ognuno di noi e sull’economia delle nazioni. In particolare, ha lo scopo di sensibilizzare sulle urgenti iniziative che devono essere intraprese per tutelare questa imprescindibile fonte di vita sulla Terra.

Nella cultura tradizionale cinese l’oceano ( yáng) e il mare ( hǎi) hanno sempre svolto un ruolo di primo piano. Il carattare Yang, oltre a esprimere il concetto di oceano, racchiude in sé i significati di "vasto" e "straniero" (poiché, storicamente, le cose e le persone straniere arrivavano da oltreoceano).

La Cina imperiale a lungo fu una civiltà prevalentemente continentale. Impiegò del tempo a sviluppare una cultura marinara, che raggiunse il suo apice durante la dinastia míng.

Questo influenzò il modo in cui il mare e l’oceano furono percepiti dalla cultura tradizionale: un misto di profondo rispetto, timore per l’ignoto e fascino spirituale.

Re Dragoni dei quattro mari - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Re Dragoni dei quattro mari

I re dragoni dei quattro mari

La tradizione daoista, ad esempio, ha fatto proprio il mito noto come 四海龍王 sìhǎi lóngwáng, ovvero, i Re Dragoni dei quattro mari, importanti divinità del pantheon daoista. Nella cultura cinese tradizionale, i dragoni erano considerati creature divine, maestose e immortali, signori assoluti dell’acqua e del clima.

Secondo questo mito la Terra era piatta e circondata da quattro grandi mari, ognuno presieduto da un Re Dragone.

Il primo Re Dragone è noto con il nome 敖廣 áoguǎng, il Re Dragone del Mare Orientale. È associato al punto cardinale est, al colore verde/azzurro e all’agente legno (五行 wǔxíng), il quale è collegato a sua volta alla primavera.

Il Re Dragone Aoguang non è da confondere con un altro drago che ha caratteristiche molto simili: 青龍 qīnglóng, il Drago Azzurro. Uno dei quattro spiriti 四神 sìshén. Mentre Aoguang è una divinità vera e propria, il Drago Azzurro è una creatura mitologica.

Aoguang è tradizionalmente considerato il capo o il più potente dei quattro Re Dragoni: governa il territorio più vasto e compare spesso nei grandi classici della letteratura cinese come il Viaggio in Occidente e L’investitura degli dei.

Il secondo Re Dragone è 敖欽 áoqīn, il Re Dragone del Mar Cinese Meridionale. Associato al punto cardinale del sud, al colore rosso e all’agente fuoco, il quale è collegato a sua volta all’estate.

Il terzo Re Dragone è 敖閏 áorùn, il Re Dragone del Mare Occidentale (identificato a volte con il più grande lago della Cina, chiamato 青海 qīnghǎi). È associato al punto cardinale ovest, al colore bianco e all’agente metallo, il quale è collegato a sua volta all’autunno.

Il figlio del Re Dragone Aorun è 白龍马 báilóngmǎ (cavallo drago bianco), la cavalcatura che accompagna il monaco 玄奘 xuánzàng nel romanzo Viaggio in Occidente. Nonostante la sua forma ovina è considerato dalla cultura tradizionale cinese una divinità e un drago a tutti gli effetti, il cui "nome di battesimo" è 敖烈 áo liè.

Il quarto Re Dragone è 敖順 áoshùn, il Re Dragone del Mare Settentrionale. Associato al punto cardinale del nord, identificato storicamente con il lago 北海 běihǎi, che significa letteralmente "Mare del Nord". Per molti secoli è stato considerato il confine settentrionale estremo delle terre conosciute o della sfera d’influenza delle varie dinastie cinesi. Oggi è noto come lago Baikal che si trova nella Siberia meridionale. È associato al punto cardinale nord, al colore nero e all’agente acqua, il quale è collegato a sua volta all’inverno.

Secondo la tradizione I Re Dragoni vivono in immensi e sfarzosi palazzi di cristallo sul fondo del mare da loro presieduto, protetti da un esercito di creature marine (come generali-tartaruga e soldati-gambero) Avendo il controllo totale sui fenomeni atmosferici, possono evocare la pioggia, le nuvole, la nebbia e il vento. In caso di grave siccità, i contadini e persino gli imperatori offrivano sacrifici e preghiere nei templi a loro dedicati per invocare la pioggia. Esistono, infatti, specifici testi rituali in cui i Re Dragoni vengono invocati dai maestri daoisti per porre fine alla siccità o per placare le alluvioni.

Calligrafia il mare è grande - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Il mare è grande perché accoglie cento fiumi

Imparare dal mare

Nel daoismo il mare è anche una potente metafora filosofica: simboleggia l’apertura mentale, la magnanimità e la capacità di accogliere opinioni e persone diverse. Per descrivere questa peculiarità, un famoso detto cinese recita: Il mare è grande perché accoglie cento fiumi 海納百川 hǎi nà bǎi chuān.

Per secoli, il mare è stato visto come il confine del mondo conosciuto, un luogo avvolto nel mistero dove la terra incontrava il cielo. Nella mitologia daoista, si credeva che nel Mar Cinese Orientale si trovassero tre isole montuose mitiche. La più famosa è 蓬莱 pènglái dove vivono gli Otto Immortali (vedi a tal riguardo il ciclo di articoli a essi dedicati). L’imperatore 秦始皇 qín shǐhuáng, ossessionato dall’idea di trovare un modo per diventare immortale inviò differenti spedizioni navali alla ricerca di quest’isola.

Mazu - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
La dea Mazu

La dea Mazu

Nelle regioni costiere, come ad esempio nell 福建 fújiàn o nel 廣東 guǎngdōng, il mare è indissolubilmente legato al culto della dea 媽祖 māzǔ. È la Dea del Mare, protettrice di pescatori, marinai, viaggiatori e di chiunque si trovi ad affrontare i pericoli dell'oceano. Il suo culto, che unisce elementi di daoismo, buddismo e credenze popolari, è una delle tradizioni religiose e spirituali più sentite in Cina, tanto da essere stato inserito dall’UNESCO tra i patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

A differenza di molte altre divinità, Mazu nasce come una persona reale. Secondo la tradizione, era una ragazza di nome 林默娘 lín mòniáng, nata nel 960 d.C. (durante la dinastia sòng) sull’isola di 湄洲 méizhōu, nella provincia del Fujian. Era nota per la sua straordinaria pietà filiale, la conoscenza della medicina tradizionale e la capacità di prevedere il meteo. La leggenda narra che avesse poteri sciamanici e che fosse in grado di cadere in trance per salvare miracolosamente i membri della sua famiglia dispersi in mare durante i tifoni. Morì giovanissima, a circa 28 anni. Dopo la sua morte iniziarono a venerarla come uno spirito protettivo.

Tutto è transitorio

Un famosissimo 成語 chéngyǔ (idioma a quattro caratteri) che descrive lo scorrere del tempo e i grandi mutamenti della vita recita: 滄海桑田 cāng hǎi sāng tián. Il significato espresso da questo chengyu è il seguente: I vasti mari si trasformano in campi di gelsi [e viceversa].

Questo idioma viene utilizzato per indicare le immense trasformazioni del mondo, i cambiamenti radicali del tempo e la natura transitoria delle cose umane.

Per la Cina il mare non è stato solo una via di comunicazione e di commercio, come testimoniato dalle imprese dell’ammiraglio 鄭和 zhèng hé (1371 - 1433 d.C., puoi leggere l'articolo "Potenza navale ieri e oggi"), ma è stato anche un "limite cosmico", un simbolo di immensa virtù morale e "casa" di forze divine e immortali, in modo non dissimile dal ruolo svolto in tante altre antiche culture in tutto il pianeta.

Oggi, oceani e mari devono tornare a svolgere ancora un ruolo di "limite cosmico e spirituale":, ricordandoci ogni giorno l'imprescindibile valore che essi rivestono per l’umanità intera.

Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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